Delos è uno dei luoghi più straordinari del mondo greco: un’isola minuscola e disabitata proprio al centro delle Cicladi, a pochi minuti di traversata dal porto di Mykonos, che nell’antichità era considerata il punto più sacro dell’Egeo. Nel mito fu la culla dei gemelli Apollo e Artemide, nati da Latona sull’isola che Zeus aveva ancorato al fondale marino, e intorno a quella leggenda crebbe uno dei santuari più grandiosi del Mediterraneo antico. Pellegrini, sacerdoti e mercanti accorrevano qui da ogni parte del mondo greco, e per un periodo l’isola custodì il tesoro della Lega di Delo, l’alleanza guidata da Atene dopo le Guerre Persiane. Oggi l’intera isola è un sito archeologico e museo a cielo aperto, tutelato come Patrimonio Mondiale UNESCO, senza abitanti stabili né centro abitato: soltanto rovine, mare e cielo.
Delos non era soltanto un centro religioso ma, nel suo periodo ellenistico e romano, uno dei porti commerciali più trafficati e delle città cosmopolite del Mediterraneo orientale, dimora di mercanti provenienti dall’Italia, dalla Siria, dall’Egitto e da ogni dove. Questa doppia vita – santuario sacro e mercato internazionale – anima le rovine che oggi si attraversano. Il Sanctuary of Apollo, con i suoi templi, i tesori e gli altari, siede al cuore del sito; lì accanto sorge la celebre Terrace of the Lions, una fila di leoni arcaici in marmo che un tempo vegliavano sul lago sacro. Oltre si estende un quartiere residenziale di ricche dimore mercantili – la House of Cleopatra, la House of Dionysus, la House of the Masks – molte ancora lastricate di magnifici mosaici, mentre il teatro antico e i sacri pendii di Mount Kynthos si innalzano sopra. L’Archaeological Museum of Delos, sull’isola stessa e incluso nel biglietto, custodisce le sculture originali e i reperti raccolti in più di un secolo di scavi francesi.
Poiché Delos non ha un centro abitato ed è raggiungibile solo via mare, la visita richiede un po’ di organizzazione, ed è proprio qui che entriamo in gioco noi. I traghetti partono da Mykonos e impiegano dai trenta ai quarantacinque minuti, prevalentemente al mattino, con i ritorni nel primo pomeriggio, per cui la maggior parte dei visitatori vi dedica una mezza giornata. L’isola è esposta e quasi del tutto priva di ombra: scegliere una traversata mattutina, portare un cappello, la crema solare, acqua e scarpe robuste fa un’enorme differenza. Poiché l’accesso avviene per fasce orarie, ci occupiamo noi di tutta la biglietteria nella tua lingua e prenotiamo la fascia che preferisci, in modo che, una volta sceso dalla barca, tu possa dedicare tutte le tue energie al santuario e alla luce del mare, anziché alla fila sul molo.